UP Magazine Arezzo

Poggio del sole, che storia!

Dalla necropoli etrusca di oltre duemila anni fa al palazzo del Governo di oggi. La collina che si trova a ovest del centro storico custodisce i segreti della vita della città. Un flashback nel passato per capire meglio il nostro presente

Poggio del Sole, a ovest del centro storico di Arezzo, deve il suo antico nome alla posizione assolata e conserva nel sottosuolo i resti di una vasta necropoli etrusca del VI secolo a.C., frequentata fino a tutto il periodo romano. La collina venne studiata da Gian Francesco Gamurrini per molti anni, a partire dalla scoperta di sepolture nei primi anni Sessanta dell’Ottocento. L’archeologo suddivise in quattro aree la necropoli, in base al periodo e al tipo di suppellettile funebre. Preziosi oggetti in oro e frammenti di ceramica attica del V e VI secolo a.C. sono oggi visibili nel Museo Archeologico di Arezzo.

Nel 1232 a Poggio del Sole (detto anche di San Pasquale) si trasferirono i frati francescani, inizialmente insediatisi nella zona del Maccagnolo.

I francescani rimasero pochi decenni a Poggio del Sole. Alla fine del 1290 ricevettero in donazione il terreno dentro le mura cittadine dove edificare un luogo di culto più grande, su progetto di Fra’ Giovanni da Pistoia, che si concluse negli anni Settanta del secolo successivo. Nel 1298, tuttavia, già si officiavano le messe nella chiesa inferiore. Da allora il complesso di Poggio del Sole divenne “San Francesco de Fora” per distinguerlo dal nuovo.

Il 2 maggio 1318 papa Giovanni XXII acconsentì alla demolizione del vecchio convento, ormai inutile e occupato da una setta di fraticelli.

Giovanni Rondinelli, nel 1583, scrive che in quel periodo i frati zoccolanti erano insediati nella zona, che tuttavia rimase inedificata fino ai primi anni Trenta del secolo scorso. Le immagini d’epoca ci dicono che, tolto un ex ospizio dei francescani riformati, la collina era connotata da vigneti terrazzati.

Nell’agosto 1936 il prefetto Stefano Podestà incaricò l’architetto pistoiese Giovanni Michelucci di progettare un nuovo Palazzo del Governo per Arezzo. I lavori partirono il 10 luglio 1937 e andarono avanti un paio di anni. Di fronte alla facciata, allora denominata Piazza Corsica, fu collocato il monumento al Legionario del pisano Italo Griselli, rimosso nel dopoguerra.

Zona strategica a ridosso della stazione ferroviaria, fu bombardata dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la ricostruzione, lo slargo antistante il Palazzo del Governo fu rinominato Piazza Poggio del Sole. Lì venne sistemato, nel 1975, il Monumento al Partigiano di Bruno Giorgi.

 

Marco Botti
Marco Botti
Marco Botti
Aretino di nascita e per vocazione.
Dal 2004 sono giornalista culturale, nonché addetto stampa e curatore di mostre ed eventi.
Arte, musica, storia della mia città sono il pane quotidiano.
Credo nella natura divina dei Beatles.