UP Magazine Arezzo

Creatività al potere

La storia di Martina Frappi comincia a Castiglion Fiorentino e si snoda fino a Milano. In mezzo ci sono la passione per i gioielli, una grande fantasia, il coraggio di mettersi in gioco, i viaggi. Così è nato il brand Jenì: prodotti dal tocco esotico destinati a un mercato selezionato

Si definisce spirito libero e open minded, ma sono solo due dei tratti distintivi di Martina Frappi, founder, designer e mente creativa dell’esclusivo brand Jenì. 31 anni, una carriera iniziata appena terminati gli studi, si è resa conto in fretta che l’unico sistema per ottenere reali gratificazioni dal mondo della moda stava nel dedicarsi ad un percorso tutto suo. Bisognava fare la differenza. Le è servita anche la partecipazione a “The Apprentice” con Flavio Briatore, un reality dedicato ai manager d’affari: un’esperienza formativa che l’ha resa più diretta e schietta nel lavoro. Oggi le sue creazioni sono oggetti del desiderio anche per le celebrities, grazie alla fantasia e alla capacità di mettersi in gioco.

Come è nato il progetto Jenì?

Mia nonna è stata la mia grande musa: era una grande donna e ha ispirato sia il nome del brand che tutto il mio progetto. Aveva una personalità unica, era molto esuberante e originale nel vestirsi, con un’innata passione come me per i gioielli e il colore oro, caratteristica comune dei miei prodotti.

Quando hai cominciato a lavorare da sola?

Mentre studiavo, lavoravo per un’azienda di pellami esotici. Mi sono appassionata al punto di iniziare a creare gioielli rivestiti con pelli dalle mille finiture e colorazioni, sopratutto bracciali. Stavano tornando di moda i bangles e la pelle di pitone, così ho cavalcato l’onda e ho presentato la mia prima collezione porta a porta alle migliori boutiques, riscuotendo un discreto successo. Mi sono divertita, ho fatto esperienza anche dal punto di vista commerciale e questo è stato fondamentale per la mia crescita. Ho viaggiato molto e pian piano ho aggiustato il tiro, finché Jenì non è diventato quello che è oggi.

Da cosa trai ispirazione?

Il claim del brand è “Exotic Soul”: racchiude in due parole il mondo di Jenì e anche il logo rappresenta bene la mia brand identity. Le geometrie sono sempre alla base di ogni mia creazione, adoro le linee severe ed essenziali, le volumetrie chiare, con un immancabile tocco esotico. Il mio gusto trae ispirazione dai dettagli arabesque, dall’architettura moresca, da un mix di stili marocchini, persiani e arabi. Il Marocco e l’Arabia Saudita sono luoghi in cui mi sento a casa.

A quale mercato è destinato il brand?

In Italia si può trovare in alcune boutiques selezionate, fondamentali per fare vetrina e immagine anche all’estero, ma il target di Jenì è alto e i mercati in cui mi sto concentrando per la crescita del brand sono Cina e Middle Est.

Quanto è importante oggi la comunicazione di un brand online?

È fondamentale, con gli smartphone è diventato tutto molto veloce e immediato, un sistema democratico ma anche molto competitivo e dinamico, fin troppo. Il mondo della comunicazione è cambiato, l’avvento dei social network ha rivoluzionato la stampa classica. Se prima mi affidavo ad uffici stampa istituzionali, adesso stiamo studiando strategie rivolte a piattaforme online, indispensabili sopratutto se si ha un e-commerce, che ho in programma di sviluppare quanto prima.

Come immagineresti la tua vita se fossi rimasta a Castiglion Fiorentino? Ti manca?

Avrei dato una mano a mia mamma con la sua boutique, ma sarebbe stato difficile seguire il mio progetto da lì. Castiglioni mi manca ma riesco a tornare spesso, un paio di volte al mese cerco di passare da casa, anche se ho trovato la mia dimensione a Milano. Oggi è bellissima, dinamica, moderna. E’ un giusto compromesso, a misura d’uomo e mi piace la discrezione delle persone.

Matilde Bandera
Matilde Bandera
Matilde Bandera
Project manager entusiasta, multitasking per DNA, ballerina per vocazione.
Scrivo un diario da quando avevo più o meno 6 anni, credo ancora nelle favole
e coltivo sogni colorati nel mio piccolo giardino.